Punti
Porta Cavana
La porta turrita di Cavana risale alla quarta ricostruzione delle mura (1471) ed è stata in parte demolita nella seconda metà del Settecento e in parte inglobata nei vicini edifici. Oltre ad essere uno dei principali accessi alla città, serve come prigione per i malviventi e i condannati a morte.
- Via di Cavana
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Portici di Chiozza
Prendono il nome dal proprietario, Carlo Luigi Chiozza, industriale dei saponi. L'edificio originario del 1801 aveva due ordini di arcate che accoglievano il Caffè Chiozza: qui si tenevano le Sabatine del Circolo Artistico, qui Svevo incontrava l'amico pittore Veruda e Slataper osservava i soldati austriaci.
- Portici di Chiozza
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Portizza
È in origine una delle porte delle mura medievali, difesa da una torre e da un ponte sotto cui scorre il Canale Piccolo o del Vino. Sparite le mura, viene inglobata nei palazzi ottocenteschi. Alle sue spalle sorge ciò che resta del ghetto ebraico intaccato dagli sventramenti degli anni Trenta del Novecento.
- Piazza della Borsa, 5
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Primo Consolato di Burton
«Il primo ufficio consolare di Burton [negli anni I872- I873, ndr] si trovava nel cuore della città, dove i marinai inglesi, dopo una notte di baldoria, potevano trovare il loro console o, più facilmente, il suo vice, il sig. Brock».
> Georgiana Stisted, The True Life of Capt. Sir Richard Burton, 1896
- Via dell'Annuziata, 1
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Punto fisso di mira sul Monte Gurca
La sua costruzione viene richiesta nel 1883 dal direttore dell’Accademia di Commercio e Nautica, Ferdinand Osnaghi, per segnare il Nord geografico rispetto alla specola dell’Accademia posta sul tetto di Palazzo Biserini, sede della Biblioteca Civica, per facilitare misure e rilievi astronomici per la navigazione.
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Punto Zero a Ponterosso
Guardando dentro al bordo del canale, all'altezza del civico n 12 di Via Rossini, su una delle piazzole che in origine sostenevano l'antico ponte mobile si nota una pietra graduata che segna il punto zero del livello del mare e le escursioni di marea.
- Angolo Via Roma- Via Rossini
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Quadrilatero di Rozzol-Melara
Il complesso di edilizia popolare intensiva viene realizzato tra il 1968 e il 1983 ispirandosi alle teorie architettoniche di Le Corbusier (Unité d’Habitation). L’enorme quadrilatero di 200 metri di lato, formato da due corpi a elle e tagliato diagonalmente da una strada ospita 2.500 persone.
- Incrocio Via Marchesetti – Via Pasteur
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RAI Sede Regionale FVG
Nella sede Rai di Trieste, sorta nel 1931 con Radio Trieste e che dal 1945 trasmette anche in sloveno, rispecchiando la storia politica e civile del territorio, lavora per vent'anni Fulvio Tomizza, esule e cantore della natìa Istria (Materada è il paese natale e il titolo del suo romanzo d'esordio).
- Via Fabio Severo, 7
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Rione di San Giovanni
San Giovanni, celebre soprattutto per l'ospedale psichiatrico in cui si è sviluppata l'azione di Franco Basaglia che ha portato alla legge 180 sulla chiusura dei manicomi, è uno dei rioni più importanti per la locale comunità slovena e ha dato i natali tra gli altri, anche al grande scrittore sloveno triestino Vladimir Bartol.
- Via San Cilino, 40
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Risiera di San Sabba
Costruita nel 1898 per la lavorazione del riso dopo l’8 settembre 1943 viene trasformata dai nazisti in Campo di prigionia e smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia. Viene adibita a deposito dei beni razziati, alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei.
- Via Giovanni Palatucci, 5
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Rocca di Monrupino
Su un’altura carsica svetta il Tabor o Rocca di Monrupino, una fortezza costruita per difendere le genti locali dalle invasioni dei turchi. Al suo interno racchiude il santuario della Beata Vergine Maria Assunta, la Casa Parrocchiale e quella della Comunanza. Le costruzioni sono realizzate in pietra carsica.
- Col, 53 Monrupino - Repentabor (Italia)
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Rotonda Pancera
Rotonda Pancera viene costruita per il commerciante e consigliere magistratuale di origine friulana Domenico Pancera. L'edificio neoclassico del 1806 è opera di Matteo Pertsch. Dopo la fine della terza dominazione francese (1813), gli scantinati ospitano le riunioni massoniche organizzate dal proprietario.
- Via Felice Venezian, 27
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Salone degli Incanti
Nella vecchia pescheria, oggi sede di eventi e mostre temporanee, si tenevano un tempo le aste del pesce (incanti). Realizzata in stile liberty su progetto di Giorgio Polli nel 1913, presenta una torre che una volta distribuiva l’acqua di mare sui banconi del pescato e oggi rifornisce le vasche dell’Aquario.
- Riva Nazario Sauro, 1
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San Giacomo
Il rione di San Giacomo, punto d’incontro fra influenze culturali e storiche, si è sviluppato intorno alla chiesa omonima, ricostruita su progetto dell’arch. G. Sforzi, tra il 1851 e il 54.
Il 10 giugno 1944 alle 9.15 il quartiere è colpito da un bombardamento alleato che provoca moltissime vittime innocenti.
- Campo San Giacomo
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Santuario Mariano di Monte Grisa
Quest’enorme trapezio di cemento armato, che i triestini chiamano con affettuosa ironia il Formaggino, è sorto per assolvere il voto alla Madonna fatto da Monsignor Santin: Trieste è salva dopo l’ultimo conflitto mondiale. Consacrato nel 1966, il santuario conserva una copia della Madonna Pellegrina di Fatima.
- Salita di Contovello, 455,
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Scala dei Giganti
È il podestà Scipione de Sandrinelli a commissionare agli architetti Ruggero e Arduino Berlam la costruzione in stile neoclassico (1907) che sostituisce la scala in arenaria da cui da Piazza Goldoni si saliva fino a San Giusto; ne conserva però il nome popolare, allora motivato dall’altezza dei gradini.
- Galleria Scipione De Sandrinelli, 7
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Science Centre - Immaginario Scientifico
Lo Science Centre "Immaginario Scientifico" è un museo della scienza interattivo e sperimentale. Si trova all'interno del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste ed è caratterizzato dai apparati interattivi per scoprire i fenomeni naturali, le applicazioni più innovative della scienza e le attività di ricerca degli enti del sistema scientifico di Trieste.
- Magazzino 26 del Porto Vecchio
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Scuola di scherma di Sir Richard Burton
Richard Burton è considerato uno dei migliori schermidori della sua epoca. Scrive ben due manuali sulla tecnica della spada e uno sull’uso della baionetta. Negli anni triestini è solito frequentare la scuola di scherma di Baldassar Reich che si trova in questo palazzo.
- Via Diaz, 11
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Scuola elementare di Italo Svevo
Ettore Schmitz frequenta le elementari alla scuola privata maschile diretta da Sabbato Raffaele Melli, vice-rabbino di Trieste, che riceve gli scolari a casa sua. Passa in seguito a un'altra scuola privata ebraica e quindi Brussel’sche Institut di Segnitz-am-Mein, in Baviera, dove incontra la cultura sveva.
- Via Gallina, 5
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Scuola Superiore di Commercio Revoltella
Fra il 1878 e il 1880 Svevo frequenta la scuola superiore di Commercio Revoltella, l’istituto tecnico commerciale fondato dal barone Pasquale Revoltella. Ettore tornerà da insegnante alla scuola. L’istituto costituì il primo nucleo dell’Università di Trieste come facoltà di Economia e Commercio.
- Via Carducci, 12
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Sede del quotidiano «L'Indipendente»
Nel 1880 Svevo inizia a collaborare con «L’Indipendente», quotidiano locale in lingua italiana di tendenze irredentiste. Il 2 dicembre, con lo pseudonimo Ettore Samigli, esce il suo primo articolo: un riflessione critica sulla figura di Shylock, l’usuraio ebreo del Mercante di Venezia.
- Via Dante, 3
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Non più esistente
Sede dell'editore Vram
Per Svevo la fama arriva solo con la pubblicazione del terzo e ultimo romanzo La coscienza di Zeno (1923). I precedenti, Una vita (1892) e Senilità (1898), sono entrambi pubblicati, a spese dell’autore, dall’editore triestino Vram, piccolo tipografo che ne trae due edizioni economiche di qualità non eccelsa.
- Corso Italia, 5
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Sentiero Ressel
Il sentiero didattico naturalistico è il primo tracciato europeo attrezzato con la tecnologia a raggi infrarossi per offrire informazioni vocali alle persone non vedenti. Si sviluppa per 5 km tra una pineta secolare, doline carsiche e grotte nascoste. Sul percorso sono disponibili anche comode panchine.
- Basovizza
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Silos
Costruito a metà '800 per accompagnare la grande espansione commerciale del porto. L'area ristrutturata nel 1994 ospita la stazione delle autocorriere e un parcheggio. Nel tempo ha più volte accolto genti in fuga oltre a merci in transito, come i profughi istriani, dalmati e fiumani nel secondo dopoguerra.
- Piazza della Libertà, 9
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Sinagoga - Tempio Israelitico
Nel 1912 questa sinagoga, tra le più grandi d'Europa, opera degli architetti Ruggero e Arduino Berlam, sostituisce le quattro piccole sinagoghe preesistenti. Al 1226 risale la prima traccia della presenza ebraica a Trieste e nel 1746 nasce la comunità. Nel 1938 conta oltre 5.000 persone, oggi poco più di 500.
- Via San Francesco, 19
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Sissa
SISSA, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, è stata fondata nel 1978 dal fisico Paolo Budinich. Centro scientifico di eccellenza a livello internazionale con tre aree di ricerca principali, fisica, neuroscienze e matematica, è stata la prima scuola in Italia a conferire il Philosophiae Doctor (PhD).
- Via Bonomea, 265
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Società di Canottaggio e Vela
A Trieste è sempre forte il senso di appartenenza ai vari circoli velistici e remieri e lo sport del remo, in particolare, segna il passaggio all'età adulta di molti giovani: così è anche per i protagonisti de L'onda dell'incrociatore, romanzo di formazione di Pier Antonio Quarantotti Gambini qui ambientato.
- Pontile Istria, 2
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Società velica di Barcola e Grignano
Nasce a Trieste nel 1968 per volontà di alcuni soci innamorati del mare e della vela che l’anno dopo organizzano la Coppa d’Autunno per le barche del golfo. La fama cresce, le barche iscritte aumentano fino farla diventare la regata con più partecipanti al mondo: è la Barcolana, ora nel Guinness dei primati.
- Viale Miramare, 32
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Speleovivarium Erwin Pichl
Uno spazio unico sotto la città: in un rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale è stato ricostruito l’ambiente di una grotta carsica. Tant’è che qui è possibile osservare dal vivo uno degli animali più misteriosi del Carso, il proteo, e scoprire molti segreti della Trieste sotterranea.
- Via Guido Reni, 2/C
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Stabilimento balneare Dopolavoro Ferroviario
In viale Miramare al civico 30 si incontra uno storico stabilimento un tempo appannaggio del solo personale delle ferrovie e dei loro familiari; infatti per accedervi si attraversano i binari, ormai in disuso, del vicino Porto Vecchio. Oggi lo stabilimento è accessibile a tutti previo tesseramento.
- Viale Miramare, 30
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