Punti
Monsignor Santin
Monsignor Antonio Santin (Rovigno 1895–Trieste 1981) è vescovo di Trieste e Capodistria dal 1938 al 1975. Amatissimo dalla cittadinanza, conosciuto come il “defensor civitatis” per il forte sostegno prestato a tutta la popolazione durante le varie fasi della II guerra mondiale, e agli esuli istriani, fiumani e dalmati.
- Piazza Sant'Antonio Nuovo
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Monumento a Domenico Rossetti
Davanti al Giardino pubblico nel 1901 viene scoperto il monumento a Domenico Rossetti (1774-1842) avvocato e intellettuale di lontana origine albanese che qui aveva la propria villa con parco. La statua di Rossetti sovrasta tre figure allegoriche, Archeologia, Poesia e Giurisprudenza: le passioni di una vita.
- Via Giulia – Via Marconi – Via Rossetti
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Monumento a Massimiliano d’Asburgo
L'opera di Johann Schilling è tornata in piazza nel 2008, dopo un esilio iniziato nel 1920, così come è accaduto ad altri monumenti asburgici. La statua raffigura Massimiliano in divisa da ammiraglio austriaco, che indica Miramare; attorno, come nella fontana di Piazza Unità, i quattro continenti.
- Piazza Venezia
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Monumento ai caduti - Strada per Vienna
Durante la II guerra mondiale, Opicina è terreno di duri scontri, ma la resistenza al nazifascismo è forte, come ricorda il monumento del 1971 che riporta i 54 nomi dei caduti di Opicina, Banne, Conconello e Piščanci.
Sulla sinistra la scultura dell’artista sloveno Klavdij Palčič, realizzata con residui bellici.
- Strada per Vienna
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Moschea Ar-Rayan
Uno spazio per il culto, ma non solo: il Centro Culturale è anche spazio di integrazione – con corsi di lingua, religione e conoscenza della cultura e delle istituzioni italiane – e di supporto per i nuovi arrivati. Attivo dal 2018 ed aperto alla cittadinanza, è dotato di una biblioteca consultabile.
- Via della Maiolica, 17B
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Murale di Guarino - Nave del Lloyd
Una nave carica di container multicolori. Trieste collegata al mondo intero grazie al suo porto, come sintetizza per immagini Ugo Guarino (1927-2016) nel 1991.
«O Caro glorioso leggendario molo VII | che ne è di te oggi? | che ne è della tua vita? | del tuo futuro?»
> Ugo Guarino, Molo VII
- Via di Torbandena
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Museo Casa di Osiride Brovedani
Nell'abitazione di Osiride Brovedani (1893-1970) è allestito il museo che racconta la vita di un uomo di modeste origini che fa fortuna grazie a un’intuizione: diffondere in tutta Italia un prodotto per la pelle delicata dei bambini, la famosa Pasta di Fissan.
- Via Leon Battista Alberti, 6
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Museo Civico di Storia Naturale
Uno dei musei più antichi d'Italia (1846) conserva 4 milioni di reperti, alcuni unici al mondo: lo squalo Carlotta, il più grande squalo carnivoro; il dinosauro Antonio, il più grande d’Italia e completo d'Europa; la mandibola di Lonche con la prima otturazione dentale della storia dell'uomo, fatta 6.500 anni fa.
- Via dei Tominz, 4
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Museo Comunità Greco Orientale - Costantino e Mafalda Pisani
Ospita una sezione di icone di tradizione ortodossa (XV- XX sec.) e una collezione d'arte europea occidentale che spazia dalla pittura veneta del '500 ai ritratti dei protagonisti della storia di Trieste e della Comunità – Manussi, Ralli, Scaramangà - eseguiti da artisti locali - Lonza, Scomparini, Zangrando.
- Riva III Novembre, 7
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Museo d'Antichità J. J. Winckelmann - Orto Lapidario
Il museo testimonia la passione per il collezionismo tipica delle famiglie dei mercanti triestini che, commerciando per mare, vanno a caccia di oggetti esotici. Da non perdere la sezione di storia locale e il Cenotafio di Winckelmann, il padre dell'archeologia moderna, ucciso a Trieste nel 1768.
- Piazza della Cattedrale, 1
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Museo d'Arte Moderna Ugo Carà
Lo scultore muggesano Ugo Carà (1908-2004) firma il design di oggetti e opere d’arte sia per abitazioni - molti dei quali pubblicati da Gio Ponti sulla rivista Domus - sia per i transatlantici costruiti nei cantieri giuliani e genovesi. Il museo li mette in mostra accanto a una sezione di modellistica.
- Via Roma, 9 Muggia (Italia)
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Museo della Associazione Marinara Aldebaran
Una collezione di modelli navali unica al mondo per il livello di perfezione delle riproduzioni realizzate dai soci dopo approfondite ricerche storiche. L’associazione viene creata nel 1951 per divulgare e promuovere la cultura marinara. La sede è posta vicino alla Lanterna, il vecchio Faro di Trieste.
- Molo Fratelli Bandiera, 17/d
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Museo della Comunità ebraica di Trieste Carlo e Vera Wagner
Il museo racconta la storia degli ebrei a Trieste dal Medioevo a oggi e occupa in Via del Monte 5-7 i locali in cui, nella prima metà del Novecento, la comunità ebraica ospitava le migliaia di profughi in fuga dai nazisti e diretti verso la Palestina o le Americhe.
- Via del Monte, 5
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Museo della Ginnastica triestina
Una storica società sportiva, attiva in numerose discipline, con un prestigioso palmarès: ben 19 atleti premiati con la medaglia olimpica. Oltre alle palestre, ospita un museo che ci racconta di un’epoca in cui essere iscritti ad una società sportiva a Trieste equivaleva a una dichiarazione di italianità.
- Via della Ginnastica, 47
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Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez
La collezione De Henriquez conta circa 15.000 reperti: 2.800 armi e mezzi anche di grandi dimensioni, 24.000 fotografie, 287 diari, 12.000 libri, 2.600 tra manifesti e volantini, 500 stampe, 470 carte geografiche e topografiche, 30 fondi archivistici, 290 documenti musicali, 150 quadri e un fondo di pellicole.
- Via Costantino Cumano, 22
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Museo di Carattere Nazionale C.R.P. Centro Raccolta Profughi di Padriciano
Dopo il Memorandum di Londra del 1954 le truppe angloamericane lasciano Trieste e abbandonano l'area di 8 ettari della caserma dove hanno vissuto. Questa viene destinata a ricovero per i tanti profughi che, specialmente nel periodo 1954-55, abbandonano l'Istria dopo il passaggio della zona B alla Jugoslavia.
- Padriciano, 60
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Museo di Mineralogia e Petrografia
Il Museo dell'Università di Trieste, situato nella Palazzina O del Comprensorio di San Giovanni, è l'unico della regione dedicato alla mineralogia e alla petrografia.
È costituito da tre sale espositive, un'aula per didattica e due laboratori per la catalogazione e lo studio di minerali e rocce.
- Via E. Weiss, 2
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Museo Nazionale dell'Antartide Felice Ippolito
Unico in Europa, il museo è composto da tre sedi tematiche in Italia. Quella triestina è dedicata alla storia dell'esplorazione dell’Antartide e alle ricerche in geologia e geofisica marina. Qui si può andare alla scoperta del Continente Bianco.
- Via Edoardo Weiss, 21
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Museo Petrarchesco Piccolomineo
È la collezione libraria e artistica di Domenico Rossetti (1774-1842) dedicata a Francesco Petrarca (1304-1374) ed Enea Silvio Piccolomini (1405-1464), Vescovo di Trieste dal 1447 al 1450, l'unico a diventare Papa con il nome di Pio II. La collezione è ospitata nella Biblioteca Civica dal 1844.
- Via Madonna del Mare, 13
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Museo Revoltella - Galleria d'arte moderna
La galleria d'arte moderna nasce per volontà del barone Pasquale Revoltella (1795-1869) che ha donato alla città il suo palazzo con gli arredi, la biblioteca e le collezioni d'arte, in seguito accresciute con opportuni acquisti e oggi valorizzate anche grazie al progetto di ampliamento di Carlo Scarpa.
- Via Armando Diaz, 27
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Museo Sveviano, Joyce - Museo Petrarchesco Piccolomineo
Il palazzo, già carcere in epoca asburgica, quindi caserma, ospita oggi la sede temporanea della Biblioteca Civica Hortis con l'Archivio Diplomatico - che conserva i documenti più antichi della città e le carte del processo per l'omicidio di Winckelmann - la Raccolta Patria (locale) e i musei letterari.
- Via Madonna del Mare, 13
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Narodni Dom - Hotel Balkan - oggi Scuola per interpreti
Progettato da Max Fabiani, dal 1904 è il centro culturale della comunità slovena. Il 13 luglio 1920 viene incendiato dai fascisti. La drammaticità dell'evento è raccontata da Boris Pahor, allora bambino. Oggi è sede universitaria e della sezione ragazzi della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi.
- Via Fabio Filzi, 14
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Obelisco – Opicina, Strada napoleonica
Nel 1830 viene inaugurata la strada "nuova" per Opicina che provvede finalmente il porto franco di una ampia e facile via che la collega al cuore dell’impero asburgico. Per celebrare l'avvenimento viene eretto questo obelisco dedicato originariamente a Francesco II. Qui parte la Napoleonica percorso di 5 km che arriva a Prosecco.
- Opicina
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Ocizla - La casa de Il Mio Carso
Ocizla è un paesino carsico posto a 446 m slm, sull’altipiano di San Servolo. In passato è conosciuto come Occusian ed è capoluogo del comune. Una delle attrazioni del territorio è la voragine citata da Slataper che si trova sul sentiero segnalato Tigrovska pot, dedicato ai partigiani antifascisti qui attivi.
- Ocizla Kozina (Slovenia)
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Officine meccaniche di Androna Campo Marzio
Nel 1838 l'imprenditore inglese John Iver Borland fa realizzare una serie di officine e fonderie per la costruzione e la riparazione delle navi del Lloyd Austriaco di Navigazione. Le officine metallurgiche producevano molte caldaie, grandi cilindri di bronzo e àncore per piroscafi.
- Androna Campo Marzio, 1
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Visibile dall'esterno
Ospedale Maggiore
Tra il 1833 e 1841 viene costruito, per volontà del governo di Vienna e del Comune di Trieste, un nuovo ospedale in sostituzione delle strutture precedenti. Il progetto - funzionale e all'avanguardia, con un’ampia corte-giardino - segue i dettami della politica sanitaria sostenuta dall'imperatore Giuseppe II.
- Piazza dell'Ospitale, 2
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Visibile dall'esterno
Osservatorio Astronomico di Basovizza (OATs)
Aperto a scolari, studenti, studiosi e appassionati, l'Osservatorio propone diverse esperienze come la visita alla Specola Margherita Hack, una cupola ampia nove metri dotata di un moderno telescopio da 60cm di diametro per osservare gli oggetti del Sole e del cielo notturno: stelle, pianeti, galassie…
- SS14 Località Basovizza, 302
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Visitabile
Osservatorio Astronomico – Castello Basevi
La prima a volere un osservatorio astronomico a servizio della Scuola Nautica è l'imperatrice Maria Teresa nel 1753. Nel 1817 la specola viene costruita sul tetto di Palazzo Biserini in Piazza Hortis. Nel 1898 l’Osservatorio diviene una realtà autonoma, trasferita in Castello Basevi sul Colle di San Vito.
- Via Tiepolo 11-15-17
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Visitabile
Osteria Al Pappagallo
L’osteria aperta intorno al 1880 da alcuni Dalmati, è famosa per aver ospitato la tribù de Papagal, una compagnia di buontemponi che ha come obiettivo «risolvere tutti i problemi sociali, e scacciare gli eventuali grattacapi familiari, bevendo il meglio e il massimo e facendo qualche papagalada...».
- Via dei Capitelli, 3
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Non più esistente
Osteria Antica Bonavia
In piazza Piccola 1 a fine Ottocento apre un ristorante molto frequentato grazie alla cucina tradizionale che serve ricette italiane e tedesche. Molto avanti con i tempi, il locale è illuminato con la luce elettrica già prima del 1914. Gli sventramenti di Cittavecchia ne determinano la chiusura.
- Via Procureria, 4-6
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Non più esistente