Punti
Ufficio consolare di Ivo Andrić
Ivo Andrić (Premio Nobel 1961), autore de Il ponte sulla Drina, nel 1922-23 è a Trieste, viceconsole presso l'allora Consolato Generale del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. A Trieste ritrova la stessa aria di frontiera della sua Bosnia e ne trae ispirazione per un romanzo autobiografico, incompiuto.
- Piazza Venezia, 1
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Università degli Studi di Trieste
La costruzione della sede, iniziata nel 1938 su disegno dagli architetti Raffaello Fagnoni e Umberto Nordio, segue le linee edilizie del Ventennio fascista, con frequenti richiami al mondo classico e all’italianità. L’ala di destra, costruita per prima, è la più ricca dal punto di vista decorativo.
- Piazzale Europa, 1
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Ursus
Costruito nel 1913, ai tempi dell'Impero austro-ungarico, il pontone utilizzato per lavori navali, alto 70 metri, poteva sollevare fino a 350 tonnellate e raggiungere una velocità di 4 nodi. Nel 2011 per una raffica di Bora a 176 Km/h l'Ursus rompe gli ormeggi e scappa in mare aperto, fortunatamente senza danni.
- Golfo di Trieste - Punto Franco Vecchio
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Val Rosandra
La Valle, solcata dall'unico fiume superficiale della provincia di Trieste, svela un ambiente particolarmente interessante per l'abbondanza di fenomeni carsici, per la biodiversità della flora e per la moltitudine di tracce lasciate dall’uomo, come l’acquedotto romano e la chiesa di Santa Maria in Siaris.
- Bagnoli della Rosandra - Boljunec San Dorligo della Valle - Dolina (Italia)
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Vedetta del Monte Lanaro
Sul punto centrale a 541 metri di altitudine è stata realizzata la vedetta panoramica in legno: da quassù lo sguardo abbraccia un panorama che va dall’Istria al Carso Classico fino alle Alpi. Per raggiungerla, si attraversa una zona di landa carsica in fase di incespugliamento.
- Monte Lanaro-Volnik Sgonico - Zgonik (Italia)
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Via Ciamician
La scala di Via Ciamician offre uno degli scorci del golfo di Trieste fra i più amati e fotografati. In origine si chiama Via degli Armeni, segno della presenza nel rione di membri della comunità a cui apparteneva anche Giacomo Ciamician (1857-1922), chimico, precursore e profeta dell'energia solare.
- Via Ciamician
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Via della Bora
La bora è un patrimonio della città, protagonista di un originale progetto di museo.
«Quando soffia, ella impedisce ai pedoni il transito più per questa contrada che per qualsiasi altra, e questo è il solo motivo per cui le fu imposto il nome di Bora»
> Antonio Tribel, Passeggiata per Trieste, 1884
- Via della Bora
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Villa Bazzoni
Sorge tra i colli di Chiarbola e san Vito la villa (1837) della famiglia Bazzoni, lombarda d’origini, che annovera un avvocato e poeta, un assicuratore e un Podestà cittadino ed è legata all’Italia per ideali politici e gusti, come attesta lo stile formale del parco, oggi aperto al pubblico.
- Via Riccardo Bazzoni, 2
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Villa Cosulich
La villa è in origine dimora di campagna di molte famiglie di ricchi commercianti triestini: i baroni de Burlo, Demetrio Carciotti, gli scozzesi Rutherford, finché nel 1920 l’armatore Antonio Cosulich, di ritorno dall’Argentina, acquista villa e parco che restano proprietà della famiglia fino al 1980.
- Strada del Friuli 36 – salita Madonna di Gretta
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Villa Economo Gosleth
Costruita nel 1817 per George Hepburn, commerciante inglese importatore di tabacco dagli Stati Uniti, appartiene in seguito all'ungherese Francesco Gosleth e quindi a Leo Economo, titolare degli Oleifici triestini. Tra il 1883 e il 1890 è la dimora del console inglese Richard Francis Burton.
- Largo del Promontorio, 1
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Villa Lazarovich
Dal 1852 al 1860 è residenza dell'arciduca Massimiliano d'Asburgo, che la arreda con un salotto moresco – tappeti, scritte in arabo alle pareti, uova di struzzo appese al soffitto – e ne progetta il parco, aperto due volte a settimana. Negli anni ’30 qui abita lo scrittore Quarantotti Gambini.
- Via Tigor, 23
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Villa Necker
Tra tanti proprietari va ricordato il mercante egiziano Antonio Cassis Faraone che la acquista nel 1790 e la impreziosisce nelle forme neoclassiche. Girolamo Bonaparte, Principe di Monfort e fratello minore di Napoleone, è il proprietario successivo. Oggi è sede del Comando Militare Friuli Venezia Giulia.
- Via dell'Università, 2
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Villa Revoltella
La residenza estiva del Barone Pasquale Revoltella (1795-1869) è uno chalet rosso nel cuore di un grande parco che ospita la Chiesa di San Pasquale Baylon in pietra bianca d’Aurisina - dove il Barone è sepolto - fontane, le serre in vetro e ghisa, un giardino all'italiana e le antiche scuderie.
- Via Carlo de Marchesetti, 37
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Villa Sartorio
Pietro Sartorio, capostipite del ramo triestino della famiglia di commercianti sanremesi tra le più influenti in città tra '700 e '800, acquista la villa sul colle di Montebello nel 1775 come dimora estiva, con un parco di più di 4 ettari in stile veneto, con portale, scala monumentale, statue, gloriette.
- Via dei Modiano, 3
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